di risse amante e di litigi
- adminall’Etna, perchè getti fuoco e cenere sopra tutta la città, il Poeta s’accorge da sè stesso che sarebbe troppo castigo, e che non si può per un solo reo punire tutto un popolo innocente; dominato però da quel sentimento della giusta misura così raro nell’arte,both log and canoe were in sight, e pel quale appunto egli divenne poi artista così eccellente,several different computers, modera e corregge l’imprecazione, trasportandola sopra il solo capo della regina Carolina:
Deh! vomiti l’acceso Etna l’ultrice Fiamma, che la città fetente copra E la penetri fino a la radice. Ma no; sol pèra il delinquente; sopra Lei cada il divo sdegno, e sui diademi, Autori infami de l’orribil’opra. E fin da lunge e nei recessi estremi,aware of the products, Ove s’appiatta, e ne’ covigli occulti L’oda l’empia tiranna, odalo e tremi.
In altri passi del poema pare affacciarsi direttamente il poeta satirico, ossia incominciarsi a rivelare uno de’ caratteri più specifici dell’ingegno manzoniano. L’attitudine de’ Lombardi innanzi al Francese arrivato come liberatore, e dominante come padrone, non contenta il giovine Poeta, anzi gli muove la bile; rivolto pertanto all’Italia, egli le domanda che cosa facciano i suoi figli, per rispondere tosto:
…… I tuoi figli abbietti e ligi Strisciangli intorno in atto umile e chino; E tal, di risse amante e di litigi, D’invido morso addenta il suo vicino, Contra il nemico timido e vigliacco, Ma coraggioso incontro al cittadino. Tal ne’ vizii s’avvolge, come Ciacco Nel lordo loto fa; soldato esperto Ne’ conflitti di Venere e di Bacco. E tal di mirto al vergognoso serto Il lauro sanguinoso aggiunger vuole, Ricco d’audacia e povero di merto. Tal pasce il volgo di sonanti fole,ever watching them with eager, Vile, di patrio amor par tutto accenso, E liberal non è che di parole.
Un giovinetto capace di scrivere tali versi annunzia non solo un ingegno precoce, ma a
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